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Storia

Ultima modifica 12 dicembre 2017

San Bellino si trova a venti chilometri da Rovigo e conta circa 1100 abitanti. Ha una frazione, Presciane.

L’attuale territorio comunale si chiamava San Martino di Variano ma prese il nome di San Bellino in onore del santo. Il Vescovo Bellino visse nella prima metà del 1200 e operò principalmente nei territori della Diocesi di Padova per redimere alcune questioni legate al fatto che numerose famiglie possedevano ingiustamente terreni di proprietà della Chiesa. Fu per questi dissidi che Bellino fu assassinato da alcuni sicari. La storia racconta che Bellino Vescovo, fu aggredito da alcuni cani e scaraventato a terra dal suo cavallo. Gli abitanti dell’attuale Fratta Polesine, trovarono il corpo e ne diedero sepoltura. In seguito a una rotta del Po l’arca che conteneva il corpo del santo fu sommersa e smarrita. Trascorsi oltre 100 anni, un contadino trovò l’arca e con l’aiuto dei suoi buoi la sollevò e si diresse verso l’antica chiesa rurale di San Martino di Variano. Sembra che da quel momento si verificarono alcuni miracoli, in particolare quello di curare la rabbia, quasi volesse far palese che, chi da cani rabbiosi fu assalito e gettato a terra perdendo la vita, fosse diventato sanatore di questo male. Infine, nel 1774, il Papa Clemente XIII elevò a Basilica la Chiesa di San Bellino e stabilì che il 26 novembre sarebbe stato festeggiato il Santo Patrono del Paese, in coincidenza dello stesso giorno dell’anniversario della sua morte.

 

Il quattrinoIl quattrino

Nel 1487, sotto la reggenza del provveditore Giovanni Marcello, la Repubblica fece coniare una piccola moneta celebrativa dell’annessione. Risulta che la dominante fece battere nella zecca di Venezia dei quattrini (cioè monete simili per il peso di metallo e valore di denaro) recanti da un lato l’effigie di S. Bellino, per avere corso nel nuovo possedimento “Polesine”, dall’altro il leone di S. Marco. Si trattava di monete in misura metallica a base d’argento, del valore appunto di un quattrino del diametro di cm.1,5 e del peso di gr. 038, così effigiate.