Regione Veneto

Basilica di San Bellino

Indirizzo: Via Roma, 45020 San Bellino RO, Italia

L'attuale edificio risale al 1649, quando venne ricostruito dalle fondamenta, con l'aiuto economico della popolazione.
L'architettura rispecchia la tradizionale chiesa rurale veneta del XVIII secolo, con ispirazione romanico-gotica.
La chiesa, situata al centro del paese, costituisce con il campanile, la canonica e la piazza adiacente, un complesso urbanistico-architettonico con ordinate proporzioni.

La Facciata

L'elegante e sobria facciata della Basilica, con lineamenti gotici e romanici, è distinta in due piani; il piano inferiore è scandito da sei colonne tuscaniche a lesene (tipico dell'architettura rurale) e quattro finestroni impreziositi dai vetri artistici di Sandro Tomanin, più il portale marmoreo. Il piano superiore presenta quattro colonne tuscaniche a lesene, un rosone con un'elaborata effige in alabastro di  S. Bellino e due nicchie, una volta ospitanti le statue di S. Martino e S. Bellino. Il timpano è un richiamo alla classicheggiante cultura veneta del XVII secolo.

La Navata Centrale

All'interno si accede da un solo portale. La chiesa è strutturata a tre navate (quelle laterali a volte romaniche) con pianta cruciforme. Dai finestroni superiori la chiesa è giustamente illuminata.
Lungo la navata sono appesi i quadri della Via Crucis e le Croci di Consacrazione del XIX secolo.

L'Altare Maggiore

Posto al centro del presbiterio, è delimitato da due colonne marmoree richiamanti l'ordine tuscanico. Al centro è conservato il bellissimo altare, impreziosito dalla tarsia marmorea raffigurante i santi Martino e Bellino e al centro l'ostensorio con due angeli. L'opera è attribuita al pittore Angelo Trevisani che la realizzò nel 1709.
In alto a destra è conservato il prezioso organo risalente al XIX secolo e recentemente restaurato.
Sulla sinistra, invece, è murata una lapide che ricorda la consacrazione della Basilica, avvenuta il 18 ottobre 1874.
Sopra l'altare sta un doppio baldacchino aereo in legno dorato, con una pittura raffigurante una colomba e alcuni angeli.
L'intera volta è decorata con stucchi con soggetti sacri ed elementi vegetali, mentre gli angoli ospitano le quattro statue che raffigurano gli evangelisti.
Ai lati dell'altare sono presenti le nicchie che contengono le quattro statue delle virtù cardinali: Giustizia, Temperanza, Prudenza, Fortezza, opere del Bonazza del 1700. Nella tribuna sono collocate le statue dei santi Martino e Bellino, situate qui dopo il restauro della Soprintendenza ai Beni Artistici-Culturali di Verona.
Sempre nella volta, si possono ammirare quattro medaglioni raffiguranti l'uccisione, il ritrovamento e il trasporto del corpo fino a S. Martino di Variano, il quarto medaglione è corroso e indecifrabile. Nell'abside si trova la splendida urna contenente le spoglie di S. Bellino, fatta erigere nel 1640 ad opera della famiglia Guarini (gli stessi proprietari della villa omonima). Il tutto è impreziosito dalla grande pala dipinta dal polesano Mattia Bortoloni nel 1736. Il quadro rappresenta S. Bellino nell'atto di proteggere un fanciullo da un cane rabbioso.
Nell'alto dell'abside, sopra l'arca, è presente una cornice in stucco ornata con degli angioletti, una volta contenente, presumibilmente, un quadro raffigurante S. Bellino.

La Navata Destra

Entrando si incontra il primo altare dedicato alla Natività. Il quadro in olio su tela è opera di Angelo Trevisani, è stato recentemente restaurato riportandone alla luce l'antico splendore.
Il secondo altare è, dal 1996 dedicato a S. Martino, primo patrono della parrocchia. La statua del santo, raffigurato nell'atteggiamento benedicente, è scolpito in una statua di gesso, opera del 1854 di Pietro Sartorelli. Il paliotto dell'altare, in marmo, è ammirevole per la sua compostezza e decorazione.
Il terzo altare, con paliotto di marmo pregiato, è decorato da putti e delimitato da due colonnine corinzie in marmo rosso, ove è posto dal 1976 il tabernacolo. Ai lati sono situate due statue in gesso e pietra tenera di S. Antonio da Padova e dell'Angelo Custode.

La Navata Sinistra

Entrando, a sinistra, si trova il fonte battesimale in marmo rosso di Verona, con coperchio in rame sbalzato, dono alla parrocchia della signora Gundeberga Occari nel 1968. Ai lati sono conservati due angeli, un tempo esposti all'esterno della chiesa.
Proseguendo, si incontra il secondo altare, con la pala del Crocifisso. Il dipinto, in olio su tela risalente al 1700, rappresenta Cristo con Maria e Maddalena ai piedi della croce. Anche questo è opera del veneziano Trevisani.
Il terzo altare è dedicato alla Madonna del Rosario, dove si possono ammirare i resti dei quindici affreschi rappresentanti i misteri del rosario. Il complesso, perfetto nelle forme, è impreziosito da due colonnine in marmo rosato e dalla statua lignea della Madonna. Lateralmente sono collocate le statue in marmo tenero di S. Domenico e S. Teresa d'Avila.

Il campanile

Accanto alla Basilica, sorge il campanile. Costruito in pietra a vista all'inizio del '500, subì diversi interventi di restauro, dal XVI secolo agli anni '80 da parte della Soprintendenza di Verona.
Il campanile è uno dei rari esempi, esistenti nel Polesine, di stile tardo romanico. Simile è il campanile dell'Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine.
La torre campanaria è suddivisa in quattro ripiani con altrettanti cornicioni sporgenti. La cella campanaria è ornata e alleggerita da bifore su tutti i lati. La cuspide è decorata con quattro pinnacoli e una croce di metallo.
Alla base è presente una lapide che ricorda il livello raggiunto dalle acque durante l'alluvione dell'Adige nel 1823.