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San Bellino

Provincia di Rovigo - Regione del Veneto


Contenuto

Bibliografia di San Bellino

Il paese di San Bellino ha la fortuna di essere in possesso di una considerevole bibliografia che parla del territorio nelle sue innumerevoli sfaccettature. Per questo lavoro è doveroso ringraziare gli autori dei libri che, grazie al loro prodigioso lavoro ed alla loro passione per il proprio paese, hanno avviato un intensa attività di ricerca storica ed un lungo lavoro di interviste e scambi con i cittadini del luogo. 

Il ringraziamento nei loro confronti non sarà mai abbastanza perché sono proprio queste iniziative ad alimentare quel senso di comunità e di unità che il paese di San Bellino cerca di mantenere vivo e cerca di tutelare come valore fondamentale della vita cittadina.

 

Mostra "Arte a San Bellino" di Raffaele Campion e Deborah Zeri (2009)

 

Abbiamo voluto fare questa mostra sul nostro paese, per immortalare le eccellenze artistiche di San Bellino.

La nostra volontà è nata dopo la buona riuscita delle fotografie esposte attualmente nella Residenza Municipale di San Bellino

Così facendo abbiamo cominciato ad organizzare questa mostra, e tra le più belle immagini ricordiamo gli affascinanti scorci del Palazzo Ottoboni-Valente ora Tomanin, l’importante Villa Guarini e la nostra Basilica di San Bellino.

Con il gentile permesso delle famiglie Altieri, Bertetti, Ferracin, Tomanin e Santato siamo entrati in queste residenze d’importanza storico-artistica e le abbiamo potute “fissare” con delle fotografie e successivamente con l’aggiunta dei quadri della I e II Estemporanea di Pittura e degli scritti abbiamo potuto dar vita a quest’importante mostra.

 

"Nati sotto un cavolo" di Leandro Nardin (2008)

Questo testo è legato alle due precedenti opere dello stesso autore, “ Il profumo del pane ” e “ Prima che passi il vento ” che, come già ricordato, si presentano come delle raccolte di episodi salienti e particolarmente interessanti della vita quotidiana che hanno avuto luogo nel Paese di San Bellino.

È una lettura piacevole e trasparente, che vede come cronisti gli stessi paesani che si sono prestati a raccontare le loro storie in modo tale da essere essenziali nel comporre lo stesso libro.

Come le precedenti, un volume che contribuisce a far alimentare quel senso di comunità che necessariamente va di continuo promosso e sostenuto, soprattutto in una piccola realtà (ma grande nei contenuti) come la nostra.

 

"Prima che passi il vento" di Leandro Nardin (2005)

ll libro è la continuazione de “Il profumo del Pane” ed è, come il precedente, una raccolta di episodi che hanno riguardato il nostro piccolo Paese ed i suoi preziosi paesani.

È un testo avvolgente, carico di significati e di valori che hanno contrassegnato la natura contadina di San Bellino. Infatti è il mondo contadino che fa più risalto nelle opere di L.Nardin, segno di un’eccellente opera di valorizzazione del patrimonio e del sapere territoriale di cui sono in possesso ed alimentano soprattutto i nostri cari nonni attraverso i loro numerosi racconti che opportunamente sono raccolti in questo piacevole libro.

 

"Il profumo del pane" di Leandro Nardin (2003)

Il volume si presenta come una raccolta di episodi di vita quotidiana che hanno particolarmente segnato la storia del nostro paese. È un lavoro minuzioso e profondamente interessante per qualsiasi cittadino residente nel comune di San Bellino, in quanto sono citati avvenimenti celebri nell’intera comunità del luogo, con interviste effettuate a numerose persone che tutt’ora hanno a che fare con il nostro prezioso Paese. Il libro ricorda anche numerose persone che ad oggi purtroppo non sono più con noi ma che hanno saputo lasciare un segno indelebile nei nostri ricordi.

L’autore ha svolto un prezioso servizio alla cittadinanza in quanto, tramite la sua opera, riesce sicuramente a creare quel senso di comunità che spesso si va perdendo, e soprattutto permette di tendere un saldo legame verso il passato puntando ad una valorizzazione dei ricordi che hanno fatto si che il paese ad oggi sia quello che ci appare.

 

"I religiosi di San Bellino" di Franco Romeo Milani (2000)

ll libro vuole presentare tutti i religiosi che in qualche modo hanno avuto a che fare con il nostro paese fin dagli inizi del 1900. Alcune di queste persone non sono nate a San Bellino ma vi sono raggiunte in giovane età e qui hanno avuto modo di frequentare la parrocchia, di ricevere i primi sacramenti e l’educazione cristiana che ha fatto in modo di indirizzare questi religiosi verso la strada vocazionale. Altri invece sono solamente nati all’ospedale di Lendinara quando la loro famiglia aveva la propria residenza a San Bellino.

È un testo che si configura come essenziale per la comunità in quanto ogni cittadino, di qualsiasi età, ha modo di riconoscersi e di ricordare soprattutto le proprie memorie  d’infanzia durante la lettura del volume, specialmente per quanto riguarda l’opera caritatevole che le suore, appartenenti ai diversi ordini religiosi, hanno prestato presso l’asilo Beato Luigi Guanella del paese.

 

"San Bellino. La storia ricordata: cronache è memorie" di Franco Romeo Milani (1997)

A primo sguardo il volume si evidenzia per il suo contenuto ricchissimo di allegati e di foto che permettono di orientarsi meglio nella storia degli avvenimenti che sono raccontati.

Il testo si apre con una descrizione di diversi aspetti che riguardano la parrocchia di San Bellino e la parrocchia di Presciane, per poi addentrarsi nella storia vera e propria che ha segnato il paese, come le dominazioni francesi ed austriache  per passare poi alla prima guerra mondiale, al successivo periodo fascista con la relativa opposizione e per arrivare alla seconda guerra mondiale, specificamente raccontate dal punto di vista degli avvenimenti che si sono verificati nel paese di San Bellino.

Successivamente il libro si accinge a parlare del territorio, sia dal punto di vista cartografico, addentrandosi anche in un excursus dell’origine dei toponimi maggiormente utilizzati e conosciuti dai cittadini, sia dal punto di vista anagrafico, per andare poi a parlare dell’istruzione e delle relative scuole del paese, della sanità pubblica, con l’indicazione dei medici, delle levatrici, veterinari e farmacisti che si sono susseguiti nei diversi anni a San Bellino.

Infine il volume si sofferma a parlare degli interventi pubblici effettuati sul territorio comunale e della cassa rurale di Presciane, poi di San Bellino. L’opera si chiude con un ricco numero di fotografie che riportano i nostri compaesani in alcuni momenti particolari della vita quotidiana.

 

"San Bellino. La storia ritrovata" (1991)

Hanno collaborato alla stesura del libro: Luigi Andriotto, Don Filippo Barbanti, Camillo Corrain, Michele Corrain, Franco Fasulo, Vincenzo Ferrari, Adriano Franceschini, Mons, Alberino Gabrieli, Guido Galliazzo, Franco Romeo Milani, Raffaele Peretto, Leonardo Salvatori, Raffaelo Salvatori, Don Luciano Schiavo, Ugo Soragni, Mons. Giuseppe De Stefani, Antonio Todaro, Enrico Zerbinati.

ll testo offre un’approfondita lettura del territorio sotto il profilo che può essere definito “scientifico”, attraverso l’analisi dei precedenti climi che investivano il paese, i fiumi che erano presenti un tempo e che oggi sono scomparsi, una descrizione del territorio in età antica e conseguente documentazione fotografica di reperti archeologici, ed infine una descrizione che riguarda il territorio in un passaggio verso un ambiente naturalistico ed antropico.

Ma il testo offre anche una lettura che riguarda l’aspetto religioso del luogo, ossia il ritrovamento del corpo del Santo Martire Bellino, dal quale il paese ha acquisito il nome, ed altri aneddoti che riguardano la storia delle antiche tradizioni che hanno segnato lo sviluppo del territorio,

Un ulteriore lettura che il testo offre riguarda il punto di vista anagrafico del territorio nelle diverse epoche storiche, ed inoltre vengono citate e raccontate le famiglie che particolarmente hanno contribuito a far sviluppare ed evolvere il nostro piccolo Paese grazie alla loro presenza sul territorio.

 

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Murales

L’idea gli martellava in testa da lungo tempo. Li aveva visti a Cibiana di Cadore, come pure in altri comuni montani ed in Sardegna, e pensava che una iniziativa del genere poteva essere interessante anche per il suo paese. Parliamo del professor Franco Romeo Milani e dei murales dipinti sulle case di San Bellino. Siamo agli inizi degli anni novanta. Milani allora era presidente della Biblioteca comunale e quindi si trovava in una istituzione più che adatta per promuovere e portare avanti un progetto come questo. Il problema consisteva nel trovare i finanziamenti necessari. Per sei, sette anni l’idea restò soltanto nella mente del presidente perché i fondi non si trovavano, ma non fu mai archiviata del tutto. Il momento propizio arrivò nel 1999 e in quell’anno fu possibile realizzare sulle pareti di San Bellino due dipinti. Altri due comparvero l’anno successivo e addirittura quattro l’anno appresso. Un numero limitato perché i costi erano alquanto consistenti per il bilancio della Biblioteca. Le opere furono eseguite da pittori professionisti come Giuseppe Siccardi di Vigodarzere, Roberto Nezzi di Verona, Gabrie Pittarello di Teolo, Mario Tosi di Peschiera del Garda e Giulia Zuolo di Fratta Polesine. Dapprima l’iniziativa fu accolta con un po’ di perplessità dagli abitanti di San Bellino; mettere a disposizione le pareti della propria casa poteva costituire un vincolo. Pian piano però divenne un motivo di orgoglio vedere la propria abitazione impreziosita da un affresco.
Non fu da meno l’Amministrazione comunale, la quale colse l’occasione della ristrutturazione della sala consiliare per affrescare un’intera parete. Il lavoro fu commissionato a Giulia Zuolo, che volle raffigurare il palazzo municipale di San Bellino affiancato ad una riproduzione del quadro “Il quarto stato” del pittore Pelizza da Volpedo. Ma come si potevano realizzare altri lavori in un modo più economico? In aiuto arrivano nella primavera del 2002 gli studenti del Liceo artistico “Roccati” di Rovigo - diretti dagli insegnanti Cesare Nadalini e Mirella Boso - che accolgono l’invito dell’apposito Comitato organizzativo, presieduto dallo stesso Romeo Milani. Il loro entusiasmo, l’esuberanza e la loro vitalità portano per alcuni giorni lo scompiglio nel piccolo paese polesano, che esce dal proprio torpore e si vivacizza. Ogni ragazzo si “impossessa” di qualche angolo adatto e comincia a lavorare alacremente. Le idee non mancano e nemmeno la tecnica. Nascono così nove opere nuove, che si rifanno per lo più ad aspetti paesaggistici del Polesine legati alla tradizione del Santo patrono San Bellino. Questa volta vengono usati colori acrilici, che sono più adatti e resistenti alle intemperie di quelli adoperati in precedenza. Questi infatti stanno causando seri problemi agli otto murales dipinti nei primi anni, per i quali necessitano già urgenti interventi di restauro. I nuovi affreschi sono ora una ventina. Da segnalare quello eseguito sulla facciata del Centro giovanile. È un orologio solare progettato dall’astrofilo rodigino Enzo Bellettato e realizzato da Giulia Zuolo. I murales di San Bellino avranno ora il loro momento di celebrità. Come è già stato fatto un po’ ovunque con avvenenti modelle o semplici casalinghe, come pure con giocatori di calcio o altri soggetti più strani, anche loro verranno riprodotti su un calendario. È questa infatti un’idea nuova della Biblioteca e dell’Amministrazione comunale, che faranno recapitare lo stampato a tutte le famiglie del paese con gli auguri per il prossimo anno 2003. Un appuntamento per la realizzazione di nuove opere è fissato per il prossimo 25 aprile, sempre con gli studenti del Liceo artistico di Rovigo, sia per completare gli spazi a disposizione nel centro storico sia per allargare il percorso a nuove vie. Questa volta verrà proposto il filone dei mestieri e della cultura locale.
“I murales - dice Romeo Milani, con orgoglio - sono un motivo in più per una passeggiata nel paese che ospita la bella basilica con le spoglie di San Bellino”. Per facilitare la visita a coloro che arrivano in paese, di seguito riportiamo la mappa con le strade e l’ubicazione di ogni dipinto. (Nelle didascalie sottostanti le foto dei murales, riportati nei mensili del calendario, vi è un numero per identificare sulla mappa i murales in oggetto).

Gli studenti del Liceo artistico “Roccati”: Massimo Bolzonaro, Claudia Sarain, Alessia Masiero, Emily Tresoldi, Alba Sarti, Katy Lazzarini, Sara Passarella, Jessica Pomaro, Gottardo Tabata, Mattia Caniato, Maddalena Zanardi, Michela Ciciliato, Anna Bechis, Carolina Callegari, Elisa Puozzo, Linda Gallan, Francesca Costanzo, Irene Lavezzo, Giulia Lanzoni, Angela Sgualdo, Sara Ghezzo, Giulia Lombardo, Lisa Elefanti, Silvia Bernardinello, Valentina Panin, Marco Zamana, Lorenzo Giacomello. di Paolo Zambonin

Galleria fotografica

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20 - Il nostro quarto stato
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9 - Il paesaggio richiama i motivi campestri
dell'area di San Bellino.
La chiesa, sospesa fra le nuvole,
si rifà a un pensiero nell'anno giubilare
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12 - Paesaggio montano, a volo d'uccello,
un richiamo dei prodotti locali della terra
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10 - Il richiamo alla senilità e al vigore giovanile
vogliono stabilire un legame fra
gli adiacenti centro anziani e giovanile
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17 - Il Santo Bellino visto nel contesto dell'anno giubilare
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3 - Messaggeri sulle terre fratte, un cavaliere con il vessillo di San Bellino con gli elementi del territorio: la villa, l’airone, i reperti archeologici
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13 - In occasione del 50° dall’alluvione la pittura rievoca il Polesine in lotta con le acque e ricorda San Bellino protettore contro l’idrofobia
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6 - Tramonto in campagna
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16 - Paesaggio agreste con richiamo della chiesa e del campanile romanico
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5 - Sole spento
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8 - I libri, la lettura, la pubblicazione inerente la storia di San Bellino, vogliono stabilire un legame con l’adiacente sede della Biblioteca Comunale
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11 - Orologio solare. (La linea superiore rappresenta l’andamento del sole nel giorno di San Bellino il 26 novembre)
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14 - Note dal cielo
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15 - L’alba di un nuovo giorno
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1 - Il mondo è nelle tue mani
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18 - Fantasticherie del Polesine
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2 - Visione fantastica
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4 - Rappresentazione campestre
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7 - Finestra su San Bellino
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19 - Fanciullo che si riposa all’ombra di un albero
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